CHIESA DEDICATA A S. LEONARDO IL LIMOSINO
Nelle Rationes del 1291 compare, tra le chiese dipendenti dalla pieve di Semelano, l'ecclesia Sancti Leonardi de Muzzano, che già il Tiraboschi ritenne trattarsi del medesimo titolo “che or dicesi delle Rosole”.
Quando venne visitata dal vescovo Foscherari nel 1552, le anime erano circa seicento, e nel 1569 il Vescovo Sillingardi scrisse che la chiesa era retta da don Pietro Panini, ed era povera e priva del campanile, per la cui costruzione il vicario sostenne si dovessero impegnare, oltre al rettore, anche gli abitanti di Rosola e quelli di Monte Questiolo. Ricordata ancora in una visita del 1576, nel 1593 la chiesa di Rosola dipendeva dalla Congregazione di Semelano. Nel 1606 pare fosse terminata la riedificazione della cappella dell'altare maggiore e nel 1625 il rettore e gli uomini di Rosola manifestarono l'intenzione di fabbricare una nuova chiesa, che però non venne costruita, perché, nel 1668, necessitava di migliorie. Nel borgo si trova inoltre un complesso a corte chiusa che presenta un portale d'ingresso a tutto sesto in cotto, quattrocentesco.
Oltre i ruderi della torre, nel centro storico di Rosola, sono rilevabili anche i resti dell'antica chiesa, su cui è stata costruita alla fine dell'800 l'attuale costruzione, la Chiesa parrocchiale di S. Leonardo Limosino, la cui facciata si rifà vagamente alle chiese romaniche. Secondo gli studi di don Giovanni Ricci, la chiesa, inizialmente situata al centro del castello di Rosola, nel 1577 venne riedificata un poco più in alto e divenne parrocchia, accentrando a sé la chiesa di Monte Questiolo che divenne semplice oratorio.
Della vecchia chiesa cinquecentesca, l’attuale conserva il presbiterio, sul retro di quello attualmente esistente; il doppio ordine di paraste, perpendicolari ai cornicioni a modanature e dentelli, individua delimitazioni spaziali, nelle quali si aprono il portale e il rosone circolare. Il campanile è caratterizzato da un alto basamento in grossi blocchi di arenaria squadrata; alcuni dei finestrotti circolari sono murati ed uno di essi contiene l'orologio, mentre i finestroni della cella campanaria sono ad arco a tutto sesto. Alla sommità si trova una balaustra, chiusa negli spigoli da pinnacoli presenti anche in facciata, e da una cuspide di tipo piramidale. Degno di nota è il fonte battesimale, monolitico, a forma di clessidra, datato 1557.
Prima cappella di destra, Crocifissione, di artista modenese dell'inizio del XVII secolo. Nell'abside dipinto, 1699, la Madonna col Bambino e Santi e nella prima cappella di sinistra, Battesimo di Cristo, della fine del XVI secolo.
In una cantoria sopra la porta maggiore è presente un organo a canne del Mascioni comprato nel 1807 dal parroco D. Domenico Ugolini.
Ormai parte della storia è lo scomparso Canonico Don Pio Leonelli, che ha dedicato l'intensa sua vita, durata più di novant'anni, alla cura della “sua” Chiesa, con un amore davvero inconsueto e sincero. Nel bel campanile gugliato uno dei migliori concerti di campane del modenese della Ditta Brighenti di Bologna.
| Note | Peso kg | Diametro cm | Fonditore |
| LA bemolle | 450 | 94,5 | Joseph Brighenti |
| SI bemolle | 310 | 84.5 | Bonon. Fudit |
| DO naturale | 210 | 75.5 | A.MDCCCXCV |
| MI bemolle | 120 | 64 | (1985) |
Iscrizioni:
1. La Croce: “O Crux ave spes unica. Joseph Brighenti Bonon. Fudit. Parocho Bortolucci Josepho. Hoc tintinnabula fusa fuerunt A. MDCCCXCV (1895)”.
2. Crocifisso: “Joseph Brighenti, etc.” Immagine: S. Leonardo “Sancte Leonarde, ora pro nobis”.
3. Madonna di Lourdes: “Sancta Maria a Lourdes, ora pro nobis”.
4. S. Giuseppe: “Sancte Joseph, intercede pro nobis”
Antecedente concerto di campane:
Mariani Tomaso Antonio – Reggio Emilia: 1709.
Bimbi Giuseppe – Fontanaluccia: 1725.